{"version":"1.0","provider_name":"Associazione Amici Monsignor Aristide Pirovano","provider_url":"https:\/\/www.amicimonspirovano.it\/it","author_name":"Amici Mons. 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Si \u00e8 trattato del primo appuntamento del ciclo \u201cIl romanzo di una vita\u201d, ideato dall&#8217;Associazione Amici di monsignor Aristide Pirovano &#8211; in collaborazione con la Comunit\u00e0 pastorale Sant\u2019Eufemia, col patrocinio del Comune di Erba e di Ca&#8217; Prina &#8211; per ripercorrere la biografia del Vescovo missionario erbese nel centenario della sua nascita. Al centro dell&#8217;attenzione gli anni della seconda guerra mondiale, durante i quali padre Aristide fu incarcerato a San Vittore per la sua azione in difesa di ebrei e antifascisti e poi si adoper\u00f2 a Erba per assistere la popolazione vittima di pesanti bombardamenti e per scongiurare un sanguinoso scontro tra le brigate partigiane e le forze nazifasciste. Una testimonianza della naturale propensione ad aiutare il prossimo che padre Aristide manifest\u00f2 in modo inesauribile per tutta la vita, a dispetto di un fisico minato dalle violenze e dalle privazioni subite in carcere, come ha ricordato Enrica Sangiorgio, presidente degli Amici. Una indole solidale che \u00e8 caratteristica degli erbesi e di cui padre Aristide \u00e8 stato \u00abtestimone e maestro\u00bb, come ha rilevato il sindaco di Erba Marcella Tili, sottolineando l&#8217;orgoglio della citt\u00e0 per avere dato i natali \u00aba un uomo di cos\u00ec grande spessore cristiano, umano e civile\u00bb. Don Giovanni Afker, responsabile della Comunit\u00e0 pastorale Sant\u2019Eufemia, ha invece tracciato il percorso della vocazione di Pirovano, avversata da varie circostanze (la morte del padre durante gli studi in Seminario, la guerra che imped\u00ec la partenza per la missione, le peripezie del periodo bellico), ma sempre sorretta da una profonda forza interiore e da una assoluta fiducia nella Provvidenza, che lo port\u00f2 a compiere una quantit\u00e0 di opere incredibili per un uomo solo. In un lungo e articolato excursus, Cesare Grampa, fondatore e animatore del Centro Giancarlo Puecher di Milano, ha delineato i tratti principali dell&#8217;opera di padre Aristide. Un \u00abgigante\u00bb, costantemente spinto dalla volont\u00e0 di \u00abagire secondo coscienza\u00bb e di \u00abtestimoniare determinati valori\u00bb: basterebbe questo, per Grampa, a costituire \u00abmotivo di santit\u00e0\u00bb e a stimolare un&#8217;adeguata riflessione in merito. Grampa ha accostato la figura di Pirovano a quelli di altri protagonisti del Novecento, con cui Pirovano entr\u00f2 in relazione (dal cardinale Schuster al cardinale Montini, da Luigi Meda a Marcello Candia), oppure a lui avvicinabili per tensione morale e ricchezza di ideali, come lo stesso Giancarlo Puecher. La seconda parte della serata \u00e8 vissuta su alcune testimonianze, a partire da quella della contessa Anna Cristina Barbiano di Belgioioso, figlia del conte Scipione, primo sindaco eletto di Erba del dopoguerra. Giunta espressamente da Milano, ha ricordato il complesso negoziato avvenuto in paese tra esponenti della Resistenza e militari tedeschi, durante il quale venne coinvolta come interprete. \u00abDissi ai tedeschi che in casa nostra comandavamo noi, non loro &#8211; ha raccontato -, ma ci\u00f2 che padre [&hellip;]"}