{"id":44,"date":"2012-10-11T15:24:56","date_gmt":"2012-10-11T13:24:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.amicimonspirovano.it\/it\/?page_id=44"},"modified":"2012-10-25T10:47:50","modified_gmt":"2012-10-25T08:47:50","slug":"la-storia","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.amicimonspirovano.it\/it\/marituba\/la-storia","title":{"rendered":"La Storia"},"content":{"rendered":"<h2><span style=\"color: #ffa64f;\">Marituba, il miracolo dell\u2019amore<\/span><\/h2>\n<p><a href=\"http:\/\/www.amicimonspirovano.it\/it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/Marituba-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-211 alignright\" title=\"Marituba - 1\" src=\"http:\/\/www.amicimonspirovano.it\/it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/Marituba-1-300x268.jpg\" alt=\"\" width=\"180\" height=\"161\" srcset=\"https:\/\/www.amicimonspirovano.it\/it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/Marituba-1-300x268.jpg 300w, https:\/\/www.amicimonspirovano.it\/it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/Marituba-1-1024x914.jpg 1024w, https:\/\/www.amicimonspirovano.it\/it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/Marituba-1.jpg 2044w\" sizes=\"(max-width: 180px) 100vw, 180px\" \/><\/a>Un vero e proprio lazzaretto, dove al disfacimento fisico la lebbra aggiunge la progressiva emarginazione dell\u2019ammalato, condannato a un\u2019umiliante segregazione. In luridi padiglioni, adagiati su assi di legno, sono ricoverati esseri umani storpi, ciechi, malati di mente. Alcuni camminano con l\u2019aiuto di stampelle, altri si dimenano su carrelli a rotelle, altri ancora strisciano per terra. Dappertutto polvere, sporcizia, scarafaggi e topi.<br \/>\nQuesta \u00e8 l\u2019immagine che si presenta a Marcello Candia quando, nel gennaio del 1967, durante un viaggio da Macap\u00e0, si imbatte nel lebbrosario di Marituba, creato dal Governo nel 1942 a una ventina di chilometri da Belem, nello Stato del Par\u00e0, nel delta del Rio delle Amazzoni. Nella lingua degli indios brasiliani Marituba significa \u201cil posto dei tanti alberi di mar\u00ec\u201d (frutti piccoli e gialli). Ma il soprannome pi\u00f9 conosciuto \u00e8 \u201cl\u2019anticamera dell\u2019inferno\u201d.<\/p>\n<div class=\"divider\"><\/div>\n<h3><span style=\"color: #ffa64f;\">L\u2019impulso di Candia<\/span><\/h3>\n<p><a href=\"http:\/\/www.amicimonspirovano.it\/it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/Marituba-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-212\" title=\"Marituba - 2\" src=\"http:\/\/www.amicimonspirovano.it\/it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/Marituba-2-300x272.jpg\" alt=\"\" width=\"180\" height=\"163\" srcset=\"https:\/\/www.amicimonspirovano.it\/it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/Marituba-2-300x272.jpg 300w, https:\/\/www.amicimonspirovano.it\/it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/Marituba-2.jpg 622w\" sizes=\"(max-width: 180px) 100vw, 180px\" \/><\/a>Immediatamente Candia decide di alleviare in qualche modo quelle sofferenze. Dopo alcuni contributi personali, nel 1969 d\u00e0 il via alla costruzione del Centro sociale Citt\u00e0 di Milano, con attivit\u00e0 educative e artigianali e una palestra di fisioterapia. Suore di Maria Bambina e Missionarie dell\u2019Immacolata cominciano a far visita ai lebbrosi.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.amicimonspirovano.it\/it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/Marituba-3.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright\" title=\"Marituba - 3\" src=\"http:\/\/www.amicimonspirovano.it\/it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/Marituba-3-214x300.jpg\" alt=\"\" width=\"102\" height=\"144\" \/><\/a>Nel 1974 arriva il primo cappellano, don Mario Gerlin. Nel 1975 Candia comincia la costruzione della Casa di Preghiera Nostra Signora della Pace e poi, stabilitosi definitivamente l\u00ec, chiede aiuto al Pime per le attivit\u00e0 pastorali. Terminato nel 1977 il secondo mandato di Superiore generale, monsignor Pirovano decide di raggiungerlo. Ad accoglierlo, oltre a Candia, c\u2019\u00e8 Adalucio Calado, il leader della comunit\u00e0 dei lebbrosi: senza mani e piedi, si muove grazie a un trespolo a tre ruote e ha imparato a scrivere a macchina servendosi di guanti con stecche di legno.<\/p>\n<div class=\"divider\"><\/div>\n<h3><span style=\"color: #ffa64f;\">Due amici, un ideale<\/span><\/h3>\n<p>Alla fine degli anni Settanta a Marituba vivono circa 1200 persone. Pirovano e Candia si dedicano alla sistemazione dei vecchi padiglioni del lebbrosario e avviano una vasta opera d\u2019assistenza umana e spirituale nei confronti dei lebbrosi. Cominciano a disboscare la foresta, acquistano attrezzi, concime, sementi; nasce una cooperativa agricola, poi una falegnameria e una scuola di taglio e cucito. Si progettano case, servizi sociali, dispensari. Anche gli egressos, gli ex lebbrosi, tornano a Marituba, insediandosi in piccole capanne di legno nei pressi del lebbrosario, e a loro si aggiunge un numero sempre maggiore di persone provenienti dalla foresta.<br \/>\nNel 1980, durante il suo viaggio apostolico in Brasile, Giovanni Paolo II decide di far visita a Marituba. Vi giunge l\u20198 luglio, in una giornata di caldo soffocante. Accolto da Pirovano e Candia, Karol Wojtyla mostra grande tenerezza per i lebbrosi. Al termine della messa, celebrata nella piccola chiesa di Nostra Signora di Nazareth, Candia accompagna Adalucio a porgere a Giovanni Paolo II il saluto della sua comunit\u00e0: \u00abSiamo esseri umani, abbiamo anima e cuore, siamo figli di Dio, capaci di amare e essere amati. Meritiamo rispetto per la nostra dignit\u00e0 di esseri umani\u00bb. Profondamente commosso, il Pontefice risponde: \u00abPer me siete persone ricche di una dignit\u00e0 immensa, ricche ciascuna della fisionomia personale, unica e irripetibile, con cui Dio l\u2019ha fatta. Siete ora e lo sarete per sempre miei amici molto cari\u00bb.<\/p>\n<div class=\"divider\"><\/div>\n<h3><span style=\"color: #ffa64f;\">La grande invasione<\/span><\/h3>\n<p>La visita del Papa ha un effetto straordinario per la vita di Marituba. Prosegue l\u2019esodo delle popolazioni della foresta: arrivano a migliaia, richiamati dai servizi offerti nell\u2019ex colonia: nel 1981 a Marituba si contano gi\u00e0 11 mila persone. Monsignor Pirovano e Marcello Candia aumentano il loro impegno. Si sviluppano attivit\u00e0 agricole e artigianali, si aprono negozi, nel Centro sociale si moltiplicano i corsi professionali e le campagne per l\u2019igiene e l\u2019alfabetizzazione. Anche la vita religiosa si intensifica. Comincia la costruzione dell\u2019asilo infantile e della scuola elementare e il programma educativo progredisce.<br \/>\nNell\u2019agosto del 1983 muore Candia. Marituba conta ormai 30 mila abitanti. Sorgono il Centro dermatologico (poi intitolato a Candia) e il nuovo Poliambulatorio Nostra Signora della Pace.<\/p>\n<div class=\"divider\"><\/div>\n<h3><span style=\"color: #ffa64f;\">Una scelta per il futuro<\/span><\/h3>\n<p><a href=\"http:\/\/www.amicimonspirovano.it\/it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/Marituba-4.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-214\" title=\"Marituba - 4\" src=\"http:\/\/www.amicimonspirovano.it\/it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/Marituba-4-264x300.jpg\" alt=\"\" width=\"158\" height=\"180\" srcset=\"https:\/\/www.amicimonspirovano.it\/it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/Marituba-4-264x300.jpg 264w, https:\/\/www.amicimonspirovano.it\/it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/Marituba-4-902x1024.jpg 902w, https:\/\/www.amicimonspirovano.it\/it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/Marituba-4.jpg 1565w\" sizes=\"(max-width: 158px) 100vw, 158px\" \/><\/a>Nel 1985, giunto alla soglia dei settant\u2019anni, padre Aristide comprende che, per assicurare il futuro di Marituba, \u00e8 necessario individuare un istituto o una congregazione in grado di assumersi la responsabilit\u00e0 delle attivit\u00e0 che lui, prima o poi, sar\u00e0 costretto a lasciare. Stabilisce allora una forma di collaborazione con l\u2019Ovci, l\u2019Organismo di Volontariato per la Cooperazione Internazionale collegato alla Nostra Famiglia di don Luigi Monza. Ma un\u2019altra idea lo assilla da tempo: realizzare un ospedale da mettere a disposizione delle decine di migliaia di persone che gravitano attorno a Marituba. (foto 4)<br \/>\nInterpella allora i Poveri Servi della Divina Provvidenza, congregazione del Beato don Giovanni Calabria, attiva da anni in Brasile, che gli fornisce le garanzie richieste. A convincerlo \u00e8 soprattutto la conoscenza prima di fratel Lairton Morawski e poi di fratel Gedovar Nazzari, a cui affider\u00e0 la direzione delle attivit\u00e0. I Poveri Servi assumono ufficialmente la responsabilit\u00e0 di Marituba dal 25 febbraio 1991 e monsignor Pirovano rientra in Italia, continuando comunque a seguire il progetto dell\u2019ospedale, curato dall\u2019ingegner Teresinha de Jesus Araujo. La posa della prima pietra avviene nel febbraio del 1992.<\/p>\n<div class=\"divider\"><\/div>\n<h3><span style=\"color: #ffa64f;\">Non sono rimasti soli<\/span><\/h3>\n<p>Nelle scuole e negli asili i bambini sono ormai quasi tremila: per provvedere alla mensa, alle spese scolastiche e agli interventi sanitari finalizzati alla diagnosi precoce dei casi di lebbra, nel 1993 vengono attivate le adozioni a distanza. L\u2019anno dopo le autorit\u00e0 statali brasiliane cedono definitivamente le strutture del lebbrosario ai Poveri Servi della Divina Provvidenza, che danno il via al risanamento dei vecchi padiglioni per trasformarli in una moderna unit\u00e0 di cura per la lebbra.<br \/>\nNel 1996 si completa finalmente la struttura portante dell\u2019ospedale: gli ultimi lavori vengono portati a termine il 15 febbraio, alla presenza di monsignor Pirovano, alla sua ultima visita a Marituba. Negli ultimi mesi di quell\u2019anno, infatti, il vescovo missionario \u00e8 colpito dal tumore fatale.<br \/>\nDopo la sua morte (3 febbraio 1997), per\u00f2, Marituba non \u00e8 rimasta sola: gli Amici di monsignor Pirovano hanno continuato a convogliare aiuti e solidariet\u00e0 a suo favore. Oggi la citt\u00e0 conta circa 150 mila abitanti ed \u00e8 la quarta municipalit\u00e0 dello Stato del Par\u00e0 per la qualit\u00e0 della vita. \u201cL\u2019anticamera dell\u2019inferno\u201d \u00e8 diventata \u201cil miracolo dell\u2019amore\u201d.<\/p>\n<div><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Marituba, il miracolo dell\u2019amore Un vero e proprio lazzaretto, dove al disfacimento fisico la lebbra aggiunge la progressiva emarginazione dell\u2019ammalato, condannato a un\u2019umiliante segregazione. In luridi padiglioni, adagiati su assi di legno, sono ricoverati esseri umani storpi, ciechi, malati di mente. Alcuni camminano con l\u2019aiuto di stampelle, altri si dimenano su carrelli a rotelle, altri ancora strisciano per terra. Dappertutto polvere, sporcizia, scarafaggi e topi. Questa \u00e8 l\u2019immagine che si presenta a Marcello Candia quando, nel gennaio del 1967, durante un viaggio da Macap\u00e0, si imbatte nel lebbrosario di Marituba, creato dal Governo nel 1942 a una ventina di chilometri da Belem, nello Stato del Par\u00e0, nel delta del Rio delle Amazzoni. Nella lingua degli indios brasiliani Marituba significa \u201cil posto dei tanti alberi di mar\u00ec\u201d (frutti piccoli e gialli). Ma il soprannome pi\u00f9 conosciuto \u00e8 \u201cl\u2019anticamera dell\u2019inferno\u201d. L\u2019impulso di Candia Immediatamente Candia decide di alleviare in qualche modo quelle sofferenze. Dopo alcuni contributi personali, nel 1969 d\u00e0 il via alla costruzione del Centro sociale Citt\u00e0 di Milano, con attivit\u00e0 educative e artigianali e una palestra di fisioterapia. Suore di Maria Bambina e Missionarie dell\u2019Immacolata cominciano a far visita ai lebbrosi. Nel 1974 arriva il primo cappellano, don Mario Gerlin. Nel 1975 Candia comincia la costruzione della Casa di Preghiera Nostra Signora della Pace e poi, stabilitosi definitivamente l\u00ec, chiede aiuto al Pime per le attivit\u00e0 pastorali. Terminato nel 1977 il secondo mandato di Superiore generale, monsignor Pirovano decide di raggiungerlo. Ad accoglierlo, oltre a Candia, c\u2019\u00e8 Adalucio Calado, il leader della comunit\u00e0 dei lebbrosi: senza mani e piedi, si muove grazie a un trespolo a tre ruote e ha imparato a scrivere a macchina servendosi di guanti con stecche di legno. Due amici, un ideale Alla fine degli anni Settanta a Marituba vivono circa 1200 persone. Pirovano e Candia si dedicano alla sistemazione dei vecchi padiglioni del lebbrosario e avviano una vasta opera d\u2019assistenza umana e spirituale nei confronti dei lebbrosi. 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Pirovano e Candia si dedicano alla sistemazione dei vecchi padiglioni del lebbrosario e avviano una vasta opera d\u2019assistenza umana e spirituale nei confronti dei lebbrosi. Cominciano a disboscare la foresta, acquistano attrezzi, concime, sementi; nasce una cooperativa agricola, poi una falegnameria e una scuola di taglio e cucito. Si progettano case, servizi sociali, dispensari. Anche gli egressos, gli ex lebbrosi, tornano a Marituba, insediandosi in piccole capanne di legno nei pressi del lebbrosario, e a loro si aggiunge un numero sempre maggiore di persone provenienti dalla foresta. Nel 1980, durante il suo viaggio apostolico in Brasile, Giovanni Paolo II decide di far visita a Marituba. Vi giunge l\u20198 luglio, in una giornata di caldo soffocante. Accolto da Pirovano e Candia, Karol Wojtyla mostra grande tenerezza per i lebbrosi. 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Dopo alcuni contributi personali, nel 1969 d\u00e0 il via alla costruzione del Centro sociale Citt\u00e0 di Milano, con attivit\u00e0 educative e artigianali e una palestra di fisioterapia. Suore di Maria Bambina e Missionarie dell\u2019Immacolata cominciano a far visita ai lebbrosi. Nel 1974 arriva il primo cappellano, don Mario Gerlin. Nel 1975 Candia comincia la costruzione della Casa di Preghiera Nostra Signora della Pace e poi, stabilitosi definitivamente l\u00ec, chiede aiuto al Pime per le attivit\u00e0 pastorali. Terminato nel 1977 il secondo mandato di Superiore generale, monsignor Pirovano decide di raggiungerlo. Ad accoglierlo, oltre a Candia, c\u2019\u00e8 Adalucio Calado, il leader della comunit\u00e0 dei lebbrosi: senza mani e piedi, si muove grazie a un trespolo a tre ruote e ha imparato a scrivere a macchina servendosi di guanti con stecche di legno. Due amici, un ideale Alla fine degli anni Settanta a Marituba vivono circa 1200 persone. Pirovano e Candia si dedicano alla sistemazione dei vecchi padiglioni del lebbrosario e avviano una vasta opera d\u2019assistenza umana e spirituale nei confronti dei lebbrosi. Cominciano a disboscare la foresta, acquistano attrezzi, concime, sementi; nasce una cooperativa agricola, poi una falegnameria e una scuola di taglio e cucito. Si progettano case, servizi sociali, dispensari. Anche gli egressos, gli ex lebbrosi, tornano a Marituba, insediandosi in piccole capanne di legno nei pressi del lebbrosario, e a loro si aggiunge un numero sempre maggiore di persone provenienti dalla foresta. Nel 1980, durante il suo viaggio apostolico in Brasile, Giovanni Paolo II decide di far visita a Marituba. Vi giunge l\u20198 luglio, in una giornata di caldo soffocante. Accolto da Pirovano e Candia, Karol Wojtyla mostra grande tenerezza per i lebbrosi. Al termine della messa, celebrata nella piccola chiesa di Nostra Signora di Nazareth, Candia accompagna Adalucio a porgere a Giovanni Paolo II il saluto della sua comunit\u00e0: \u00abSiamo esseri umani, abbiamo anima e cuore, siamo figli di Dio, capaci di amare e essere amati. Meritiamo rispetto per la nostra dignit\u00e0 di esseri umani\u00bb. 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