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Gli Amici di Monsignor Pirovano piangono la scomparsa della Presidente Enrica Sangiorgio

Nella mattinata di giovedì 29 agosto, all’Ospedale Fatebenefratelli di Erba, dove era stata ricoverata il giorno prima per alcune analisi e dove nella notte le sue condizioni si sono improvvisamente aggravate, è scomparsa Enrica Sangiorgio in Cavenaghi, Presidente della Associazione Amici di Monsignor Aristide Pirovano fin dalla sua fondazione (1997). Aveva 84 anni. La camera ardente è allestita presso lo stesso Ospedale. I funerali saranno celebrati sabato 31 agosto, alle 15, nella Chiesa prepositurale di Santa Maria Nascente a Erba.

Una lunga vita, quella della signora Enrica, spesa generosamente per la famiglia e in diversi impegni associativi, dolorosamente segnata da gravissimi lutti e fortemente caratterizzata dalla strettissima e cordiale amicizia con monsignor Aristide Pirovano. La sua capacità di dedicarsi totalmente a una causa, investendovi la propria intelligenza e le proprie energie, l’ha progressivamente avvicinata a padre Aristide, che non ha avuto dubbi nell’“eleggerla” tra i suoi collaboratori più fidati. Quando lui mancò nel 1997 e si decise che un’associazione a lui intitolata avrebbe proseguito il suo impegno, fu il dottor Luigi Farina a convincerla ad assumerne la presidenza.

Non era un impegno facile. L’eredità di padre Aristide era pesante, c’erano numerosi impegni a cui far fronte: il nascente Ospedale di Marituba, il programma di adozioni a distanza, il sostegno a diversi progetti già in corso o che stavano per vedere la luce… C’era, soprattutto, l’obbligo di mantenere vivo il ricordo di padre Aristide nella sua città e di conquistare la fiducia di chi a lui si era affidato dall’altra parte del mondo. La signora Enrica si è assunta questa duplice responsabilità e l’ha assolta con straordinarie capacità.

Vengono ora alla mente, come altrettanti flashes, le innumerevoli iniziative che a Erba sono nate sotto il suo impulso, nel nome di monsignor Pirovano e a favore di Marituba: eventi sportivi e culturali, spettacoli, momenti conviviali, la camminata “Diamoci la mano per dare una mano”… Su tutti, l’appuntamento fisso della prima domenica di febbraio, in occasione dell’anniversario della morte di padre Aristide, con una elevazione spirituale in musica seguita della Messa in suffragio. E c’era la causa di beatificazione, in cui la signora Enrica credeva fortemente e in cui si ostinava a confidare anche se l’iter non faceva passi avanti. Si può dire che per lei fosse diventata un’autentica ragione di vita. Del resto per lei padre Aristide era già santo, senza la necessità di ulteriori riconoscimenti.

Incalcolabile, poi, il patrimonio di solidarietà che la signora Enrica ha costruito nel corso di decine e decine di viaggi a Marituba: dall’Ospedale alle altre strutture sanitarie e sociali, dal Villaggio Italia alle scuole e agli asili, dalla Fazendinha al Centro vocazionale… Idee concretizzatesi grazie alla fondamentale intesa con i Poveri Servi della Divina Provvidenza dell’Opera Don Calabria, ma che hanno potuto contare sulla saggezza, sul senso pratico e sulla lungimiranza della signora Enrica. Che anche quando non andava a Marituba “era” là, presente attraverso la posta, il telefono, la mail… E soprattutto il cuore.

Quel cuore di cui, lo ripeteva spesso, lei aveva lasciato «un pezzetto» proprio a Marituba. L’ultima, commovente testimonianza giunge dal consigliere Carlo Farina, che le ha parlato telefonicamente il giorno precedente la scomparsa, per annunciarle la sua imminente partenza per il Brasile: una circostanza che l’aveva rallegrata, al punto che l’aveva pregato di portare i suoi saluti a tutte le persone che la conoscevano. Erano davvero tante, a Marituba, dove in queste ore si stanno organizzando preghiere e Messe in suo suffragio.

Malgrado il progressivo deterioramento delle sue condizioni di salute, accentuatosi soprattutto negli ultimi due anni, la signora Enrica non ha mai distolto il pensiero dall’Associazione a cui si è dedicata anima e corpo per oltre vent’anni. Per gli Amici – che in questo momento sono affettuosamente vicini al marito Franco, al figlio Marco e a tutti i familiari – il modo migliore per onorare la loro Presidente sarà quello di proseguirne l’opera.

One Response

  • Gracilei31 Agosto, 2019 at 00:05

    Ho incontrato Emrica quando ho lavorato al PAE, l’ho ammirata per il suo coraggio e generosità. Sono felice e ho il previlegio di aver incontrato questa donna che ha fatto molto bene al prossimo. Grazie Enrica! Possa Dio averla nel suo Regno. Amen!

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