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Padre Aristide e Giovanni XXIII, gli Amici pellegrini a Sotto il Monte

Un mini-pellegrinaggio nella terra di Giovanni XXIII per porre sotto l’intercessione del «Papa buono», oggi santo, il 25mo anniversario della scomparsa di monsignor Aristide Pirovano, che ricorrerà il 3 febbraio 2022. È l’esperienza compiuta da una delegazione dell’Associazione Amici di Monsignor Aristide Pirovano, che domenica 14 novembre si è recata a Sotto il Monte Giovanni XXIII (Bg), il paese natale di Angelo Roncalli.

Significative le motivazioni dell’iniziativa, richiamate nell’invito che monsignor Claudio Dolcini, parroco di Sotto il Monte Giovanni XXIII e rettore del Santuario locale, ha inviato alla presidente degli Amici Rosanna Pirovano per il tramite del comune amico Cristian Gattinoni. La prima era la volontà di onorare «la bellissima figura» di monsignor Pirovano, di cui monsignor Dolcini porta «un devoto ricordo» dati i suoi trascorsi giovanili all’interno del Pime (lo stesso Istituto di padre Aristide). La seconda è il legame di monsignor Pirovano con Sotto il Monte, dove, nelle vicinanze della casa natale di papa Roncalli, negli anni Sessanta venne edificato il Seminario minore del Pime. Fu lo stesso Giovanni XXIII a benedire la posa della prima pietra il 18 marzo 1963, mentre l’inaugurazione avvenne il 30 ottobre 1965, alla presenza del cardinale Giovanni Colombo, Arcivescovo di Milano, di monsignor Clemente Gaddi, Vescovo di Bergamo, e dello stesso monsignor Pirovano, allora Superiore generale del Pime. Per anni luogo di formazione per i futuri missionari, il Seminario è attualmente un luogo di ritiro e preghiera per gruppi provenienti dall’Italia e dall’estero. La terza è la «data fausta», appena un giorno seguente all’anniversario della consacrazione episcopale di padre Aristide, che ebbe luogo a Erba il 13 novembre 1955. Elementi che hanno condotto la Presidente ad accogliere con molto piacere l’invito e a guidare lei stessa la delegazione degli Amici a Sotto il Monte, dove sono convenuti da Verona anche fratel Gedovar Nazzari, fratel Matteo Rinaldi e fratel Ayres Paesi, Poveri Servi della Divina Provvidenza dell’Opera Don Calabria, la congregazione che prosegue il lavoro avviato da padre Aristide nella comunità brasiliana di Marituba.

All’arrivo a Sotto il Monte gli Amici sono stati condotti da monsignor Dolcini nella Cripta del Santuario San Giovanni XXIII, dove i calchi del volto e della mano destra del Pontefice – opera di Giacomo Manzù – sono custoditi nella teca in vetro che già ospitò le sue spoglie, “vegliata” dallo stesso crocefisso che papa Roncalli aveva davanti al letto nella sua camera. Qui il parroco ha rilevato come – nell’immaginario popolare – il Giovanni XIII della carezza ai bambini abbia posto in secondo piano il suo pensiero, la sua preparazione culturale, la sua azione intellettuale e diplomatica. Al di là del «Papa buono», insomma, c’è stato il Papa del dialogo, il Papa della pace e, soprattutto, il Papa del Concilio, la più importante opera di rinnovamento avviata nella Chiesa negli ultimi secoli.

La visita è poi proseguita nel Giardino della Pace, caratterizzato dalla gigantesca statua di Giovanni XXIII e ricca di oggetti evocativi: dalle travi di ferro (tante quante le parrocchie della diocesi di Bergamo) disposte a raggiera a simboleggiare un abbraccio, a quelle di legno ricavate dal Binario 21 della Stazione Centrale di Milano (dove partivano i treni destinati ai campi di concentramento e sterminio), a richiamare la «macchina del male» sfociata nella Shoah e contro la quale operò lo stesso Roncalli. Nella sua struttura il Giardino della Pace rappresenta l’autentica vocazione di Sotto il Monte, un luogo di accoglienza aperto a tutti.

Poi è seguita la Messa in Santuario. Sull’altare due grandi immagini: a sinistra una foto di monsignor Pirovano con papa Giovanni, a destra il primo piano sorridente di padre Aristide. All’inizio celebrazione – concelebrata da padre Carlo Tinello (Superiore locale del Pime) e diffusa anche su Facebook -, monsignor Dolcini ha spiegato: «Non c’è occasione migliore di questa domenica, Giornata del Povero (per il rito romano, ndr), per commemorare monsignor Pirovano, missionario che è sempre stato vicino ai poveri. Lo ricordiamo, preghiamo per lui e chiediamo a lui e a papa Giovanni di benedirci e accompagnarci». Poi, nell’omelia, ha aggiunto: «Non conosco molto la sua figura, ma so che è stato un grande uomo e un grande Vescovo. In questi giorni ho letto alcuni suoi testi, molto belli e fonte di meditazione, soprattutto per noi preti». A questo proposito ha citato alcuni passaggi della lettera che padre Aristide, da Superiore generale del Pime, indirizzò il 10 settembre 1966 ai giovani missionari dell’Istituto in partenza: «In missione andate per portare Gesù Cristo crocefisso, morto e risorto, non voi stessi. Andate e portate il Vangelo». «Esortava i missionari a portare innanzitutto il Vangelo – ha ribadito monsignor Dolcini -, perché l’uomo, ricco o povero, ovunque si trovi, ha prima di tutto bisogno di Cristo».

Al termine della celebrazione la presidente Pirovano ha ringraziato monsignor Dolcini «per l’accoglienza affettuosa» e Cristian Gattinoni per l’organizzazione della giornata, lasciando poi la parola a fratel Gedovar Nazzari, erede con i Poveri Servi della «meravigliosa opera di padre Aristide a Marituba». Quest’ultimo ha sottolineato «l’onore e la grazia» di aver lavorato insieme a monsignor Pirovano: «A Marituba ha realizzato tante opere sociali, sanitarie, educative, a favore dei poveri, dei lebbrosi, dei bambini. Ma ha fatto tutto in funzione del Vangelo. Fare memoria di lui oggi ci motiva ulteriormente a essere anche noi strumenti del Vangelo di Cristo».

La giornata si è conclusa con la processione nel Giardino della Pace, per la solenne supplica a San Giovanni XXIII e il gesto rituale del “Fiore a Papa Giovanni”. D’ora in avanti, a fare corona alla statua del Papa, ci saranno anche tre piccoli fiori dorati che portano il nome di monsignor Aristide Pirovano.


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