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«Padre Aristide ha ancora molto da insegnare a noi e alla nostra comunità»

«Grazie a Dio per averci dato la testimonianza di padre Aristide, che ha ancora molto da insegnare a noi e alla nostra comunità»: così, questa mattina, nella chiesa prepositurale di Santa Maria Nascente a Erba, monsignor Angelo Pirovano, responsabile della Comunità pastorale Sant’Eufemia, ha concluso l’omelia nella celebrazione eucaristica per ricordare monsignor Aristide Pirovano a 24 anni dalla morte (3 febbraio 1997), nel contesto delle iniziative promosse dalla nostra Associazione in collaborazione con la stessa Cp e d’intesa con la Città di Erba (erano presenti il sindaco Veronica Airoldi e altri rappresentanti dell’amministrazione comunale).

Nella sua riflessione monsignor Pirovano ha assicurato: «La memoria non termina: più passa il tempo, più si staglia la grandezza di questo testimone dell’amore di Cristo. E non termina la gratitudine per il suo esempio di carità operosa, di servizio agli ultimi, di passione civile, di cura delle amicizie. Gratitudine che lui stesso più volte, con insistenza, ha espresso verso Dio nel suo testamento spirituale».

«La memoria, però – ha proseguito . non è solo pensiero, è anche azione di grazie. L’esempio di padre Aristide ci spinge a riscoprire lo spirito missionario, perché ogni cristiano è mandato ad annunciare il Vangelo. Per farlo occorre allargare i nostri schemi mentali, imparando a pensare meno a noi stessi e più agli altri». Missionari si diventa, perciò, vivendo «in modo coerente con la nostra fede nei diversi ambiti in cui agiamo». Uno stile di vita contraddistinto da tre elementi, che padre Aristide ha fatto suoi e che traspaiono evidenti dal suo epistolario, di cui monsignor Pirovano ha citato diversi passaggi. Il primo è la povertà, «nel senso della consapevolezza che Dio è tutto, ci dà tutto, provvede a tutto, e il resto è superfluo: così nasce una grande libertà interiore». Il secondo è la gratuità, cioè «andare incontro agli altri non in cerca di una ricompensa o di un ringraziamento, ma perché l’altro è figlio di Dio». Povertà e gratuità portano al terzo elemento, la fraternità: «Il Signore ha dato amore a padre Aristide e lui ha cercato di rispondere con generosità verso i suoi fratelli».

All’inizio della Messa Rosanna Pirovano, Presidente degli Amici, ha rivolto un saluto all’assemblea e a quanti seguivano la celebrazione in diretta Facebook, collegando la memoria di padre Aristide alla odierna Giornata per la vita: «Nel suo ricordo preghiamo per una vita più forte di qualsiasi male, fisico e morale; per una vita più rispettosa della dignità e dei diritti di tutti; per una vita che sia realmente espressione del bene comune».

Nel pomeriggio di ieri si è invece svolto l’incontro on line «Lontani, ma vicini», che, con collegamenti da Erba, Verona e Marituba, ha ricordato l’accordo con cui il 21 febbraio 1991, trent’anni fa, padre Aristide affidò ai Poveri Servi della Divina Provvidenza dell’Opera Don Calabria la responsabilità della comunità brasiliana. Dopo l’“abbraccio” virtuale, ma affettuoso ed emozionato della Presidente degli Amici a tutti i convenuti, ha portato il suo saluto il sindaco Airoldi: «Per noi padre Aristide continua a essere un esempio e un punto di riferimento. La stima e l’affetto per lui si riversano su Marituba, che occupa un pezzo del nostro cuore».

«Pirovano era Marituba e anche voi, che continuate a sostenere le sue necessità, siete Marituba», le ha fatto eco da Verona, dalla Casa madre dell’Opera Don Calabria, fratel Gedovar Nazzari, oggi Economo generale della congregazione, ma negli anni Novanta stretto collaboratore e poi erede di padre Aristide alla guida della comunità brasiliana. Il Povero Servo ha rievocato «un rapporto diretto e personale, fatto di amicizia e condivisione; per me quegli anni sono stati una sfida, ma anche una grazia, vicino a una persona che sapeva trattare con tutti, dal Governatore ai lebbrosi, e aveva tempo e una parola per ciascuno». Fratel Gedovar ha ricordato anche la soddisfazione di padre Aristide nel constatare i frutti di quella collaborazione: «Diceva: “Avete fatto tutto quello che avevo sognato, siete stati più coraggiosi di me”».

Sempre da Verona fratel Giuseppe Brunelli, Economo della Congregazione all’epoca della transizione, ha parlato dei risvolti economici dell’operazione: «Padre Aristide mi affidò il denaro raccolto dalla sua rete di sostenitori, ma quando proposi di stendere un rendiconto del suo utilizzo, con un solo gesto, senza parole, mi fece capire che il rendiconto avrei dovuto presentarlo al Signore. Che ringrazio ancora oggi per avermi fatto conoscere un uomo come lui».

Da Marituba l’ingegner Terezinha de Jesus Botelho de Araújo, progettista e responsabile di tutte le opere ideate o sognate da padre Aristide – dall’Ospedale Divina Provvidenza alla scuola professionale a lui intitolata – ha confessato: «Mi colpivano la sua energia spirituale e la sua capacità di coinvolgimento. Voleva il benessere e il miglioramento sociale della gente. Lui continua a “vivere” qui e motiva chi lavora nella missione». Come suor Leticia da Lima, coordinatrice del progetto di adozioni a distanza, che ha citato le parole con cui padre Aristide rivelava di trarre forza dal sorriso dei bambini di Marituba e ha ringraziato i genitori adottivi erbesi: «Voi siete ministri della Provvidenza, vi accompagnano le nostre preghiere».

L’avvocato Geraldo Moura Cascais, che ebbe un legame personale molto stretto con monsignor Pirovano, ha parlato del profondo impegno sociale e pastorale profuso da lui e da Marcello Candia a favore della colonia di hanseniani di Marituba, mentre don Adelmo Cagliari, direttore generale dell’Ospedale, ha illustrato l’azione del nosocomio durante la prima e la seconda ondata di pandemia, sostenuta anche dal contributo finanziario degli Amici erbesi. Anche don Joao Pilotti, Superiore della comunità e responsabile delle attività socio-educative, ha fatto riferimento alla pandemia, parlando di come il virus abbia costretto alcune famiglie ad allontanarsi da Marituba e modificato l’operatività di scuole e asili, esprimendo la speranza di tornare presto alla normalità. Infine don Gilberto Bertolini, responsabile della delegazione «Nossa Senhora Aparecida» della Congregazione, ha evocato il significato profetico della presenza dei Poveri Servi a Marituba, alla luce della testimonianza evangelica e del carisma calabriano, che danno un valore ulteriore all’impegno sociale condotto laggiù.

L’incontro è stato registrato, il filmato integrale è on line sul canale YouTube della nostra Associazione (Guarda il video).


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